Gnatologia

Essa viene trattata dal dott. Marcello Melis che si occupa della diagnosi e della terapia delle patologie delle articolazioni temporomandibolari (abbreviato: ATM), dei muscoli della masticazione e delle cefalee causate da malocclusione dentaria o bruxismo.

Le articolazioni temporomandibolari sono le articolazioni che permettono i movimenti della mandibola e si trovano subito davanti all’orecchio. Il bruxismo è l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti.
Queste patologie prendono il nome di disordini temporomandibolari, e sono un’importante causa di dolore nella regione orofacciale.
Si possono presentare con sintomi molto vari, i più comuni sono i seguenti: dolore o rumori (schiocchi oppure sfregamento) all’articolazione della mandibola, limitazione dell’apertura della bocca, deviazioni dell’apertura della bocca, mal di testa, dolore e affaticamento ai muscoli del viso, dolore o rigidità al collo, alle spalle e alla schiena, ma molti altri possono comparire.

Per capire come possano comparire tali sintomi è bene sapere come è fatta e come funziona l’ATM

È costituita dalla parte finale dell’osso della mandibola, chiamata “condilo”, che si articola con una cavità corrispondente nella parte inferiore del cranio. Tra queste due strutture si trova un disco di tessuto fibrocartilagineo, che serve a far combaciare meglio i capi articolari tra loro e a rendere i movimenti più fluidi (vedi figura).
Durante il movimento di apertura della bocca il condilo ruota e poi scivola in avanti e verso il basso seguendo il profilo dell’eminenza articolare (che è il tubercolo che si trova davanti alla cavità articolare), e il disco articolare scivola in avanti e in basso seguendo il movimento del condilo. Durante il movimento di chiusura della bocca avviene il contrario, il condilo scivola indietro e ruota in senso contrario con il disco articolare che segue il movimento del condilo scivolando indietro e verso l’alto (vedi figura). In condizioni di perfetta salute i movimenti di apertura e chiusura della bocca avvengono senza alcun dolore, senza nessun rumore articolare, senza deviazioni della mandibola, e non è presente limitazione dell’apertura della bocca. Anche i movimenti della mandibola in avanti e di lato avvengono senza alcun dolore, senza nessun rumore articolare e sono simmetrici.
Il dolore all’ATM può avere origini diverse. Più frequentemente è dovuto a un’infiammazione dell’articolazione, e la causa può essere un trauma acuto alla mandibola, ad esempio in seguito ad un pugno, o una caduta, oppure in seguito ad un incidente stradale; oppure un trauma di minore intensità ma protratto nel tempo legato a bruxismo, una scorretta occlusione dentale o dislocazione del disco articolare.

bocca_chiusa

ATM a bocca chiusa

bocca_aperta

ATM a bocca aperta

Il bruxismo è l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti. Questa attività è presente soprattutto durante il sonno, anche inconsapevolmente, e soprattutto nei periodi di maggiore stress o tensiodislocatone. Può sollecitare in modo eccessivo le ATM e causarne l’infiammazione. Una occlusione dentale scorretta invece, può causare infiammazione quando costringe la mandibola ad assumere una posizione non fisiologica. In alcuni casi il disco articolare si trova dislocato, cioè spostato dalla sua posizione, in genere in avanti e verso un lato. In questa condizione vengono sollecitati maggiormente i tessuti che si trovano dietro il disco, che sono ricchi di nervi e vasi sanguigni, e questo può favorire l’insorgenza di un’infiammazione articolare (vedi figura).

bite

BITE

bocca_aperta

BITE IN BOCCA

Nella maggior parte dei casi nessun trattamento definitivo è necessario, ma in alcuni casi selezionati può essere indicata una modifica permanente dell’occlusione dentale, volta a mantenere la posizione che si è ottenuta con il bite. Questi interventi vanno valutati caso per caso, ma le alternative sono: un trattamento ortodontico (il classico “apparecchio”), oppure un trattamento protesico (capsule o ponti), o altrimenti, nei casi più semplici, la modifica della superficie dei denti con l’uso di materiali da ricostruzione o rimovendo le piccole interferenze.
Il bite è anche molto utile nel limitare i danni e ridurre la sintomatologia causata dal bruxismo.
Quando la causa che ha scatenato o ha contribuito alla sintomatologia non si limita ad un’occlusione scorretta o a bruxismo, ma altre variabili sono coinvolte, l’odontoiatra può avere la necessità di essere affiancato da altri professionisti come il fisiatra, il chiropratico, il fisioterapista, l’osteopata, il neurologo, lo psicologo.